Il laboratorio Sismos ...
Terremoto distruttivo che interessò una vasta area dell'attuale provincia di Foggia e che fu terreno di sperimentazione scientifica strumentale da parte di Nicola Cirillo .
Lo studio e l'osservazione dei fenomeni sismici nei primi decenni del secolo XVIII rappresentava, per i convinti detrattori delle teorie metafisiche, un campo d'indagine quanto mai interessante: un terreno di confronto-scontro con i "sistemi generali" tra i piu interessanti. A queste sollecitazioni non rimase insensibile Nicola Cirillo (1671-1735), medico, botanico e naturalista napoletano, cattedratico che non disdegnò la ricerca e la sperimentazione. .
La drammatica sequenza sismica di 5 terremoti altamente distruttivi che ha interessato la Calabria Meridionale dal 5 febbraio al 28 marzo 1783 rappresenta una pietra miliare nella storia della sismologia.
Si tratta di uno dei tanti strumenti realizzati sulla scia emotiva della sequenza sismica della Calabria meridionale .
Si tratta del più antico strumento sismico tuttora esistente .
Quest'anno viene posata la prima pietra dell'Osservatorio Vesuviano, il primo osservatorio geodinamico al mondo.
Luigi Palmieri, primo direttore dell'Osservatorio Vesuviano progetta e realizza il prototipo del suo sismografo elettromagnetico, lo strumento sismico più sofisticato del tempo.
Terremoto distruttivo in una vasta area della Basilicata e del Vallo di Diano. Oltre 19.000 morti. Il primo terremoto "fotografato" al mondo.
In una missione di studio del terremoto della Basilicata, Robert Mallet sperimenta la sua teoria sulla dinamica dei terremoti. Nel rapporto su questa missione Mallet definisce per la prima volta Sismologia la scienza dei terremoti.
Dai primi esperimenti sui moti pendolari indotti da cause naturali, Timoteo Bertelli inventò, e perfezionò con Michele Stefano de Rossi, il tomometro. Uno strumento che ben presto si diffuse in circa 50 osservatori in Italia.
Michele Stefano de Rossi, per dare voceai numerosissimi studiosi della rete di osservatori geodinamici privati da lui promossa, nel 1874 fondò e curò la prima rivista al mondo dedicata ai fenomeni geodinamici.
Filippo Cecchi, direttore dell'Osservatorio Ximeniano, nel 1875 inventò e mise in funzione il primo strumento sismico al mondo che scomponeva il moto del suolo in tre componenti ortogonali, registrandole su carta affumicata.
Nell'intento di dare un corpo istituzionale alla rete meteorologica italiana fondata da Francesco Denza, fu istituito presso il Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio, l'Ufficio Centrale di Meteorologia sotto la direzione di Pietro Tacchini.
Terremoto altamente distruttivo e molto superficiale che distrusse gran parte di Casamicciola nell'Isola d'Ischia.
Ad appena due anni dal terremoto del marzo 1881, Casamicciola fu nuovamente colpita da un terremoto distruttivo che fece oltre 2000 vittime.
In grave ritardo rispetto al succedersi di eventi sismici distruttivi e allo straordinario sviluppo della tradizione sismologica italiana, il governo istituì la Reale Commissione Geodinamica con il compito di istituire un servizo geoninamico istituzionale.
Ancora un terremoto distruttivo, questa volta nell'Italia nord-occidentale. Gravissime distruzioni nei paesi della costa liugure occidentale.
Inizia la sua attività l'Osservatorio Geodinamio di secondo ordine di Porto d'Ischia, sotto la direzione di Giulio Grablovitz. In questo osservatorio verranno realizzate le migliori registrazioni del tempo.
Nell'attesa che la sismologia istituzioanle si strutturi e alla luce del ripetersi di dei recenti disastrosi terremoti, studosi di sismologia si riuniscono nel loro primo congresso all'Aquila.
Come non di rado succede nella scienza, una casualità suggerisce una svolta nella progettazione di strumentin sismici: la registrazione in Germania di un terremoto del Giappone con uno strumento per la registrazione della gravità terrestre progettato da Ernest Von Rebeur-Paschwitz.
Dopo numerosi esperimenti con strumenti ad acqua, le livelle geodinamiche e i livelli geodinamici, Giulio Grablovitz progettò e installò la Vasca sismica nei due osservatori dell'Isola d'Ischia.
Il terremoto colpì la Slovenia nord-occidentale ed ebbe i suoi massimi effetti a Lubiana, dove il 10% delle abitazioni crollò o fu gravemente lesionato, e nei paesi vicini. Fu avvertito anche in Austria, in Croazia e in Bosnia-Erzegovina. In area italiana la scossa causò i danni maggiori a Trieste e a Gorizia, danni minori in numerose località del Friuli orientale e lungo la fascia costiera fino al golfo di Venezia.
Il 14 aprile 1895 un terremoto fortemente distruttivo colpì la Slovenia e in parte alcune località dell'Italia Orientale. Giulio Grablovitz con i suoi livelli geodinamici ottenne delle registrazioni, ottime per quel tempo, che rappresentano le più antiche tuttora esistenti.
"Incoraggialo da parecchi colleghi" Pietro Tacchini, direttore dell'Ufficio Centrale di Meteorologia e Geodinamica, non esitò "a tentare la costituzione di una modesta Società Sismologica Italiana". Fra i più illustri soci fondatori troviamo M. Baratta, P. Blaserna, A. Cancani, M.S. De Rossi, G. Grablovitz, C. Guzzanti, G. Mercalli, L. Palmieri, T. Taramelli, G. Vicentini .
Già dal 1895 Grablovitz, nei suoi osservatori dell’Isola d’Ischia, fu in grado di ottenere registrazioni di terremoti di area italiana ed euro-mediterranea e nel 1896 e 1897 di registrare telesismi occorsi in Giappone (31 agosto 1896) e in India (12 giugno 1897). Dai sismogrammi ottenuti per il terremoto giapponese Grablovitz fu in grado di riconoscere tre prime serie di onde (fasi) del terremoto..
In un articolo del 1901, Oldham pubblica le prime curve di velocità di propagazione delle tre fasi principali di onde sismiche riconoscibili dalle registrazioni di terremoti lontani . Il 74% di dati utilizzati da Oldham provengono da stazioni italiane.
Prima conferenza internazionale di sismologia a Strasburgo. Vi parteciparono fra i tanti G. Gerland, E. Oddone, F. Omori, E. Wiechert. Nel 1902, le risoluzioni di questa prima conferenza furono inviate ai rappresentanti delle diverse istituzioni sismologiche mondiali, con invito ad aderire alla costituenda Associazone Internazionale di Sismologia (oggi IASPEI.
Fra il 1896 e il 1897, Milne condusse, a tappe forzate, l’installazione di una rete mondiale nel tentativo di ricondurvi l’iniziativa associativa internazionale di sismologia. L’operazione non riuscì e la divaricazione fra la rete inglese e quella dell’AIS si fece via via più ampia fino a raggiungere livelli di vera e propria rivalità. Nel 1901 la rete sismica britannica contava 37 stazioni sismiche equipaggiate con il sismografo Milne, strumento molto meno sensibile del sismografo Vicentini, di cui una anche in Antartide.
Dopo alcuni esperimenti con un lungo pendolo e la registrazione fotografica, nel 1899, Emil Wiechert fece un viaggio in Italia, dove studiò gli strumenti progettati dai sismologi italiani e ne trasse ispirazione per la realizzazione dei suoi sismografi astatici, a partire da quello per le componenti orizzontali da 1.000kg. Egli ritenne, inoltre, che il microsismografo orizzontale Vicentini fosse lo strumento più sensibile e che la registrazione su carta affumicata fosse migliore di quella fotografica, in quanto garantiva una maggiore finezza delle tracce sismiche.
I sismografi per le componenti orizzontale e verticale, progettati dal principe russo Boris Borisovich Galitzin, nell’Osservatorio di Pulkovo a San Pietroburgo, furono i primi strumenti a trasduzione elettromagnetica del moto sismico e lo studioso forse fu il primo a utilizzare lo smorzamento elettromagnetico per ottenere registrazioni utili ai nuovi sviluppi della sismologia.
Intorno alla figura di Wiechert si formò un gruppo di ricercatori destinati a contribuire in modo determinante allo sviluppo della sismologia nella prima metà del XX secolo, fra i tanti: Karl Bernhard Zoeppritz, Beno Gutenberg. Al primo si devono i primi studi, insieme a Wiechert, sulla propagazione delle onde sismiche, mentre il secondo contribuì in modo determinante alla modellazione, per via sismologica, dell’interno della terra.
La mattina del 28 dicembre 1908 Messina, Reggio Calabria e numerose località delle coste calabra e messinese furono devastate da uno dei più distruttivi terremoti della storia sismica italiana. Circa 80.000 furono le vittime e decine di migliaiai i feriti.
All'indomani del terremoto dello Strretto di Messina, Giovanni Agamennone traccia un bilancio della rete geodinamica italiana composta di osservatori pubblici e privati. Complessivamente se ne contano 35, la maggior parte dei quali con sismografi che registrano su carta affumicata e solo una piccola parte a inchiostro su carta.
La scossa principale interessò un’area molto vasta dell’Italia centrale ed ebbe effetti distruttivi in una vasta area dell’appennino centrale delineando i contorni di uno dei più gravi disastri sismici della storia italiana. Oltre 80 paesi subirono distruzioni estese a gran parte del patrimonio edilizio e oltre 200 subirono crolli di edifici o danni così gravi da rendere inagibili le abitazioni. Più di 30.000 furono le vittime. Il servizio geodinamico italiano mostra tutta la sua inadeguatezza, rispetto agli osservatori privati.
Nel 1916, da una statistica condotta da Ferdinand Montessus de Ballore risultò che la sismologia italiana dalle origini aveva realizzato circa un quarto dell’intera produzione scientifica sismologica mondiale: 2.002 pubblicazioni su di un totale di 8.500.
La sequenza sismica iniziata il 29 giugno 1919 causò crolli in tutto il Mugello, accentuò i danni causati dal precedente terremoto del 10 novembre 1918 in Alta Romagna e causò danni minori nell’alto Casentinese e nel Valdarno. 10 paesi furono in tutto o in parte distrutti e 22 subirono crolli e danni gravi. 100 furono le vittime e centinaia i feriti.
Il terremoto causò effetti distruttivi in un’area di circa 160 kmq estesa dalla Lunigiana alla Garfagnana, distruggendo in tutto o in parte 72 paesi e causando crolli e gravi danni in altri 46. 171 furono le vittime e centinaia i feriti.
Quando nell’autunno del 1922 fu pronto il primo prototipo del sismometro orizzontale Wood-Anderson, i primi esperimenti dimostrarono che lo strumento presentava caratteristiche superiori alle aspettative. Infatti, oltre alla registrazione di terremoti locali, questo sismografo poteva fornire una buona registrazione delle prime fasi di terremoti distanti, con amplificazioni di circa 2000. Nel 1935 diventerà lo strumento di riferimento per la Magnitudo Richter
La mancanza di ricambio generazionale nel servizio sismico istituzionale (UCMG), l’influenza e la lunga permanenza in esso di Giovanni Agamennone che si oppose all’applicazione in Italia a numerose e importanti innovazioni introdotte negli strumenti sismici progettati all’estero, condizionò notevolmente lo sviluppo della sismologia strumentale in Italia in questo periodo. Nell’Italia degli anni Trenta c’erano i geofisici ma non la geofisica, intesa come corpo di conoscenze, ricerche, reti di sorveglianza e la sismologia italiana emerse nel contesto internazionale più come contributi di tanti validi singoli piuttosto che come istituzione, che non riuscì, per ragioni diverse, a tenere il passo dei tempi. Ciò indusse alla creazione dell’Istituto Nazionale di Geofisica